Il 13 maggio di ogni anno, alle ore 20:30, per commemorare il patrono del paese, San Vittore, le associazioni locali organizzano il suggestivo “Sbarco sul fiume Tevere” presso l’omonimo approdo per poi dare vita alla rievocazione del martirio, patito dal Santo nel 168 d.c.; l’evento, di indubbio valore religioso e folcloristico, più volte ripreso anche dalla Rai, avrà come palcoscenico, soltanto per questa manifestazione, l’affascinante Anfiteatro di epoca romana situato all’interno della zona archeologica di Ocriculum e lambito dallo stesso tratto del fiume Tevere. Tutto l’evento sarà realizzato con personale e costumanti messi a disposizione dal comitato festeggiamenti S.Vittore.
Descrive, così, lo “Sbarco sul Tevere” Pompeo De Angelis nel testo La festa di Otricoli: “L’agiografia del santo recita che la salma del martire, (giovane otricolano arruolato nell’esercito romano in Siria e qui suppliziato perché convertitosi al cristianesimo) dalla Siria, ricomparve sulla riva del Tevere, dove oggi è eretta una chiesa settecentesca appoggiata ai ruderi del convento benedettino: un miracolo, questo, che ogni anno viene rievocato, dai suoi compaesani, con effetti di luce. Una barca su cui troneggia la statua lignea di San Vittore, risale la corrente nella grande ansa del fiume trascinando delle catene di lumi galleggianti e creando l’illusione di una flotta, a torce accese, che si avvicini. Con modesti mezzi viene, perciò, ottenuta una visione di riflessi sullo specchio del Tevere: un amato e vecchio notturno otricolano. La statua sbarca sul pontile di tronchi di pioppo e di lì comincia la processione dei fedeli che, dietro alla statua del Santo patrono e, attraverso un tracciato illuminato da lumini, ripercorrono il sentiero che porta dall’antico porto dell’Olio alla Collegiata S. Maria Assunta”. |